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Caramelle, cioccolatini e barrette di cioccolato sono la Top 3 dei dolci della Befana
Caramelle, cioccolatini e barrette di cioccolato sono la Top 3 dei dolci della Befana
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Epifania, calze della Befana e consumi dolci valgono 240 milioni

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A poche ore dall'Epifania, i consumi dolci si preparano a vivere l'ultimo picco delle festività aggiungendo 240 milioni di euro al proprio giro d'affari. Dopo le scorpacciate di Natale e Capodanno, insomma, gli italiani si preparano all'ultima tappa delle festività invernali fra caramelle, calze della Befana, ricette tipiche, cioccolato e molto altro. Un'abitudine che coinvolge 9 italiani su 10. 

Nella calza della Befana caramelle, cioccolatini e barrette. 

A dare le misure del fenomeno ci ha pensato un'indagine AstraRicerche per Unione Italiana Food da cui emerge, innanzitutto, che la calza della Befana è un rito che non ha età visto che il 95% dei genitori intervistati assaggia le caramelle presenti nella calza dei propri figli, e 7 italiani adulti su 10 la ricevono o la regalano ad altri adulti. Tra i prodotti più amati ci sono le caramelle (79%), che insieme a cioccolatini (86%) e barrette di cioccolato (83%) si spartiscono il podio. Il celebre carbone di zucchero, una volta immancabile, perde terreno pur restando presente nelle calze di 4 bambini su 10. Chiudono questa classifica la liquirizia (26%) e i succhi di frutta (20%). Per quanto riguarda le caramelle, primeggiano le morbide/gommose (83%), seguite dai lecca-lecca (70%), le gelée (55%) e le ripiene (49%), mentre le caramelle dure ottengono il 32%. Tra i gusti vince la fragola (61%), seguita dalla cola (56%); apprezzati i gusti a base di creme (54%), latte (49%) e caramello (48%), più distanziati i gusti esotici (18%), la menta (16%) e il caffè (10%).

Per l'industria del cioccolato il periodo natalizio vale un terzo delle vendite annue.

Oltre la classica calza della Befana, l'Epifania si dimostra una tappa fondamentale per l'industria dolciaria e cioccolatiera, capace di generare un giro d'affari di 240 milioni di euro. A rivelarlo è stata Ferrero secondo cui le vendite natalizie (dal 25 dicembre al 6 gennaio) valgono circa un terzo degli acquisti di cioccolato di tutto l'anno. "Viviamo una fase di transizione in cui molte tradizioni vengono reinterpretate alla luce dei nuovi ritmi sociali e digitali. In questo contesto, rituali come il calendario dell'Avvento e la calza dell'Epifania diventano occasioni per rallentare, valorizzare il tempo esperienziale e riconnetterci con il nostro noi bambin". L'attesa, la preparazione e i piccoli gesti analogici che accompagnano queste ricorrenze ci permettono di recuperare momenti di magia e significato, prolungando il piacere del lungo Natale prima del rientro alla quotidianità", ha spiegato Guendalina Graffigna, professore di Psicologia dei consumi e della salute, direttore di EngageMinds HUB, Università Cattolica del Sacro Cuore.

Al Centro-Sud l'Epifania rimane una festa più sentita. 

Allargando lo sguardo a tutte le tipologie di consumi, come fatto da un sondaggio Ipsos per Confesercenti, emerge come l'Epifania coinvolge il 66% degli italiani che faranno trovare qualcosa nella calza ai propri famigliari. Una percentuale più alta al Centro Italia e al Sud (71 e 70%), meno al Nord (61%). La spesa complessiva stimata è pari a 64,05 euro in media, ma l’importo “tipico” è più basso: la mediana si ferma a 40 euro, a conferma di un’Epifania fatta soprattutto di piccoli pensieri. Si spende meno tra i 18-34 anni (media 42,69 euro; mediana 25) e di più tra i 35-65 (media 72,77 euro; mediana 50). E il Centro-Sud non è solo l’area dove la Befana è più diffusa: è anche quella dove risulta più generosa, con il Mezzogiorno che esprime i valori più alti (media 75,65 euro; mediana 50), nettamente sopra il Nord (media 57,30; mediana 30) e il Centro (media 57 euro circa; mediana 40). In generale, la spesa per i regali dell'Epifania 2026 dovrebbe quindi raggiungere, secondo Confcooperative, i 2,4 miliardi di euro. 

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