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Dallo specialty coffee al mate e guaranà, i fenomeni del Dry January al bar
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Il Dry January ridisegna i trend del consumo analcolico

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- Dry January trend analcolici - Dry January caffè - SumUp pagamenti digitali

L'iniziativa del Dry January e il nuovo rapporto dei consumatori con il beverage, ridisegna il trend dei consumi analcolici tra riscoperte e nuovi abbinamenti. A sostenerlo è un'analisi condotta da SumUp sui contenuti TikTok con il maggior engagement (misurato in like, visualizzazioni, commenti e condivisioni) che ha individuato le tendenze più rappresentative che guidano innovazione e offerta nei bar e nei coffee shop. Il risultato? Più spazio al caffè, a referenze esotiche e al momento della colazione. 

Come cambia il rapporto con le bevande analcoliche in Europa e in Italia. 

Cambiamenti che seguono l'andamento del mercato dei consumi fuoricasa dove il 71% dei consumatori dichiara di aver ridotto l’acquisto o il consumo di bevande alcoliche, mentre sempre più persone sperimentano momenti o iniziative di astinenza o moderazione. Questo non si traduce però in una rinuncia tout court ma, piuttosto, in una scelta di benessere ed equilibrio che trova risposta nell'Horeca. In questo settore, infatti, soprattutto in linea con le esigenze delle nuove generazioni, si fanno largo referenze no o low alcol e bevande funzionali che generano un mercato al consumo pari a 97 miliardi di euro a livello europeo: +5,1% nell'ultimo anno. In questo nuovo scenario, anche i rituali della socialità cambiano. Basti pensare all'aperitivo che integra o si affianca a esperienze più lente, inclusive e diurne. Un'evoluzione ben visibile in Italia dove, a fronte della crisi del mondo bar, emergono nuovi format e concept che partendo da un caposaldo come il caffè rinnovano usi e costumi evergreen. 

Umberto Zola (SumUp): "Caffetterie, bar e ristoranti protagonisti della trasformazione".

“Il Dry January rappresenta un momento chiave per osservare come stanno evolvendo le aspettative dei consumatori nei confronti dei locali e delle esperienze di socialità - ha commentato a tal riguardo Umberto Zola, direttore online sales EU di SumUp, fintech dedicatai ai pagamenti che diffonde il Dry January fra i suoi clienti - La richiesta di esperienze di consumo alternative, orientate al benessere e alla qualità del tempo condiviso, supera il semplice prodotto alcolico, privilegiando ambienti più rilassati e inclusivi. Caffetterie, bar e ristoranti diventano, così, protagonisti di questa trasformazione. Per i merchant, cogliere queste tendenze non significa inseguire una moda, ma adottare una strategia concreta: rinnovare l’offerta con bevande analcoliche e format inclusivi, rimanendo attrattivi e rilevanti per un pubblico giovane che vive la socialità in modo nuovo”.

I fenomeni del Dry January: dallo specialty coffee al social breakfast. 

Ma quali sono i fenomeni che scaturiscono dal Dry January? 

  • Coffee mixology - Il Dry January diventa l’occasione perfetta per riscoprire il caffè come protagonista del rituale quotidiano, ma anche per sperimentare drink alcol-free alternativi che completano l’offerta dei locali: infusi ai fiori, tè fermentati o estratti di frutta e verdura, dal caffè al cardamomo con latte d’avena, fino alle combinazioni più audaci, come l’Espresso Tonic a base di espresso e acqua tonica con note agrumate. La "coffee mixology", ovvero l’arte di miscelare il caffè ad altri ingredienti, unita alla capacità di creare bevande innovative e personalizzate, permette di proporre alternative fantasiose e di tendenza, perfette per sviluppare un menù Dry January con una proposta diversa ogni giorno.
  • Specialty coffee - Accanto ai drink alternativi, cresce il ruolo dello specialty coffee come risposta a un consumo più consapevole e orientato al benessere. Si tratta di caffè di qualità superiore, tracciabili e valutati secondo standard internazionali, che valorizzano origine, varietà botanica e metodo di lavorazione. Sempre più caffetterie scelgono di servire caffè preparato con metodi di estrazione che richiedono tempo, attenzione e precisione, e che restituiscono una bevanda più complessa sul piano aromatico. Anche in Italia stanno nascendo caffetterie specializzate, pensate come spazi dedicati a una pausa meno frettolosa, in cui il caffè non è più un consumo rapido, ma un rito strutturato, da vivere in luoghi designati. Una tendenza che si inserisce perfettamente nel contesto del Dry January.
  • Le alternative esotiche e funzionali - Accanto al caffè, crescono le bevande analcoliche pensate per offrire gusto ed energia. Trovano sempre più spazio il mate, servito caldo o freddo e apprezzato per il rilascio graduale di caffeina naturale; e il guaranà, spesso proposto in infusione o come base per soft drink artigianali dal profilo energizzante. A questi si affiancano bevande analcoliche a base di frutta, verdura, spezie ed erbe, come spremute e centrifughe, estratti con sedano, cetriolo e zenzero, succhi artigianali di mela, pera o melograno, fino alle versioni speziate come il succo di pomodoro in stile virgin (analcolico). Completano l’offerta tisane e infusi serviti anche freddi, acque aromatizzate con agrumi e erbe mediterranee e latti caldi speziati a base di curcuma o cannella.
  • Soft clubbing - Che l’alcol non è sia più il centro della socialità lo dimostra il trend del soft clubbing, ossia i dj set mattutini. Tra un croissant e un cappuccino specialty, i clienti possono godersi musica, socialità e relax. I merchant che adottano questo approccio trasformano così la prima colazione in un momento di intrattenimento innovativo, con un’offerta alcol-free coerente con le tendenze contemporanee.
  • Social breakfast - Durante il Dry January la socialità si trasforma e anche il momento della colazione diventa un’occasione per incontrarsi con gli amici o per coltivare le proprie passioni, immersi in laboratori, presentazioni di libri, momenti di condivisione. Non è solo un pasto per iniziare la giornata, ma un vero e proprio rito esperienziale, dove il caffè e le brioche diventano il filo conduttore di nuove connessioni. Dalla pittura alla ceramica, sino a momenti di networking tra colleghi, la colazione è un’opportunità per vivere la socialità in chiave alcol-free, valorizzando il piacere del momento e la qualità del rituale del caffè.

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