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Secondo l'Osservatorio food court, questo luogo è una destinazione per il 48% della Gen Z
Secondo l'Osservatorio food court, questo luogo è una destinazione per il 48% della Gen Z
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Osservatorio food court: i consumi dei giovani passano da qui

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La seconda edizione dell'Osservatorio sulle food court italiane tratteggia il profilo del consumatore: giovane, preferisce il pranzo, premia la varietà. A dirlo sono i dati BVA Doxa che, da questa edizione, affiancano la ricerca principale realizzata con il patrocinio del Cncc e le partnership di Atri, Assofranchising, Confimprese, Federfranchising e Ubri in cui emerge come da mero servizio la ristorazione sia diventata vera e propria àncora, grazie anche alla crescente diffusione di questi spazi condivisi che hanno permesso di aumentare e razionalizzare lo spazio dedicato al fuoricasa negli shopping mall. 

Osservatorio food court, focus sulla clientela (che decide in base alla varietà dell'offerta).

Dopo aver dato una definizione di mercato alle piazze della ristorazione e stilato una prima mappatura su scala nazionale (circa 160 food court in tutta Italia), l'Osservatorio food court ha deciso di puntare i riflettori sulla clientela che anima questi luoghi. Come sottolineato dai dati BVA Doxa di un'analisi condotta su un campione di 1.506 persone intervistate online su web panel proprietario, la food court è ormai una destinazione: la considera così il 30% della clientela dei centri commerciali; dato che raggiunge il 48% fra gli utenti della Gen Z. Non sorprende, dunque, che l'offerta di queste aree sia derimente sulla scelta di dove andare per il 52% del totale. In particolare, il maggior consenso è espresso dalle famiglie con figli conviventi (60%). I frequentatori più assidui sono invece le generazioni più giovani: Gen Z e Millennials hanno la quota più elevata di “high frequency” (più volte al mese), rispettivamente il 58% e il 42%, rispetto alla media totale pari al 38%. Ma quando ci si va alla food court? Essenzilmente quando si fa shopping. La maggior parte dei consumatori visita la food court nell’arco dell’intera settimana, weekend incluso (41%) oppure nei fine settimana/festivi (37%). Il restante 22% vi si reca invece nei giorni feriali, percentuale che tuttavia cresce notevolmente considerando esclusivamente i Boomers (38%). Tra le diverse occasioni di consumo, prevale il pranzo (41%). E qui si innesta un altro fattore differenziante nella scelta: vale di più la varietà della food court rispetto alla presenza di locali trendy. 

La food court accelera la crescita della ristorazione nei centri commerciali. 

Dati di frequenza e utilizzo che confermano quanto spazio, nel frattempo, si sia presa la ristorazione nei centri commerciali. Secondo gli ultimi dati dell'analisi Cncc-EY, nel 2023 il fatturato della ristorazione è cresciuto del 10,3% rispetto al 2019, a cui si somma un ulteriore +0,6% (dato progressivo a settembre 2024 VS. progressivo a settembre 2023), contro un totale galleria pari a +0,4%. Questo ha portato la ristorazione a incrementare la propria produttività, con un valore pari a 4.220 euro a mq/anno nel 2023 rispetto ai 4.209 euro a mq/anno nel 2022. Parimenti, migliorano le performance della ristorazione, registrando un fatturato medio per visitatore, in crescita da 1,66 euro nel 2019 a 1,84 euro nel 2022, con ulteriore evidenza rispetto ai centri di grande dimensione, che raggiungono i 2,52 euro contro i centri di media dimensioni, fermi a quota 1,14 euro. Dal punto di vista merceologico, dal 2013 al 2023, il numero di punti vendita di ristorazione è aumentato del 2,4%, arrivando a circa il 14% del totale galleria, differenziandosi dalle altre categorie che registrano, invece, una sostanziale stabilità. In termini di commercializzazioni (let+relet) nel 2023 il Food ha interessato il 20% delle operazioni, che vedono come protagonisti marchi nazionali e internazionali tra i brand più diffusi nelle food court italiane. Inoltre, di pari passo, crescono le proposte e i nuovi concept, con spazi migliorati e format rinnovati. Il tutto a fronte di rapporti contrattuali che durano, in media, 7 anni e prevedono una parte variabile che incide per il 6/7%.

Anche nel travel retail si fa spazio la food court. 

Discorso simile si può fare anche per il canale travel retail: le food court all'interno di aeroporti e stazioni sono realtà abbastanza recenti che prendono ispirazione dai centri commerciali per evolvere un servizio che vanta una sua storicità in questi luoghi. Negli scali aeroportuali presi in considerazione dall'Osservatorio, per esempio, la Gla media destinata al food&beverage è pari a 4.200 mq su un totale di 8.800 mq commerciali (ossia 18 ristoranti in media su un totale di 50 punti vendita). In questo caso, le food court vere e proprie sono 4, vantano una Gla media di 2.100 mq, pari al 37% della Gla allocata al food e a quasi il 14% della Gla commerciale dell’immobile. Il tasso di occupancy è pari al 96% e la rotazione dei punti vendita è molto bassa. Nel dettaglio dei contratti di concessione, la media dichiarata dai landlord nei contesti di food court è pari a circa 3.900 euro a mq/anno, cui si aggiunge circa un 3% medio di oneri di gestione.

Le insegne in food court: più marginalità nonostante l'incidenza dell'affitto all'11%.

Guardando ai brand che animano le food court, invece, l'Osservatorio ha preso in esame l'attività di 20 insegne. Per tutte loro la food court è un canale di sviluppo concreto, tanto che la media di apertura per brand è di 3 locali nelle food court nel 2024 e altrettante previste per il 2025. Operazioni strategiche dal momento che, interrogate sull’incidenza media dei rent sul fatturato in food court, è emerso un valore pari all’11%, contro un desiderata di un paio di punti più basso, un’incidenza della parte variabile intorno al 9% e un 6,5% di oneri di gestione comune sul totale del contratto di locazione per punto vendita. In contrapposizione ai contesti stradali o alle gallerie commerciali ma fuori dalle food court, il 60% del campione ha dichiarato una marginalità maggiore qui contro un 14% che ha comunicato un dato inferiore. Per quanto riguarda il price point all’interno delle food court, il cluster 10-20 euro si conferma anche quest’anno il più rilevante, con una percentuale del 59%, mentre il 32% dichiara un dato inferiore ai 10 euro e il restante 9% sopra i 20 euro. In definitiva, quali sono però i punti di forza e i punti di debolezza delle Food Court secondo i player della ristorazione?

  • Pro: flussi (77%), capacità attrattiva (55%), presenza di intrattenimento (27%);
  • Contro: presenza di competitor diretti (41%), mancanza di soluzioni di intrattenimento (36%), limitazioni alle strategie di retail marketing (36%).

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