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Birra, i produttori rilanciano: dall’analcolico alle birre premium
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Birra Baladin, restyling e ampliamento gamma per l’Horeca.
Simbolo dell’artigianalità agricola che si fa business (passando attraverso un equity crowdfunding che ha permesso alla società di raccogliere 5 milioni di euro), Birrificio Baladin rilancia sul 2025 e oltre. "A Rimini ci siamo presentati con tre focus: il restyling delle etichette delle nostre birre classiche (destinate in particolare alla ristorazione, ndr), l’ampliamento della gamma delle nostre birre artigianali analcoliche Botanic e la presentazione dei prototipi delle birre del progetto Open HUB, il nostro nuovo birrificio condiviso che produrrà esclusivamente birra in fusto destinata al mercato dei grossisti. L’offerta si articola in 7 birre stilisticamente differenti e la cui ricetta è stata creata da 6 birrifici artigianali italiani, compreso Baladin", racconta Teo Musso, fondatore dell’azienda nel 1986. Referenze che rispecchiano le tendenze di sostenibilità e inclusività sempre più forti nei consumi fuoricasa: "Riguardo allo zero alcol, abbiamo interpretato la tendenza del mercato rimanendo fedeli alla nostra filosofica di produzione: una fermentazione classica, gestita in modo che il risultato finale sia una birra naturalmente analcolica. Riguardo alla sostenibilità ambientale, il tema rientra nel Baladin Green Project che con azioni concrete e molto articolate si pone al centro la sostenibilità ambientale: dalla produzione di energia solare per alimentare il birrificio, alla depurazione dell’acqua di scarto che viene riutilizzata per l’irrigazione dei campi al conferimento delle trebbie (scarto di produzione, ndr) ad allevatori come mangime. Il prossimo futuro vedrà un importante impegno: creare un circolo dell’acqua completo".
Approccio che fa la differenza anche nel boccale dove, soprattutto i giovani, si presta "sempre maggiore attenzione al benessere. Riteniamo essenziale avvicinarci a questo stile di vita restando fedeli alla nostra filosofia: prodotti con personalità e appaganti in termini di profumi e gusto", precisa Musso. Gli stessi prodotti che si possono gustare direttamente al bancone di uno dei 9 locali diretti di Baldin. Punti vendita ma anche osservatori privilegiati sulle abitudini di consumo, l’andamento del mercato e le ultime novità in fatto di food pairing: "La ristorazione in generale apprezza sempre maggiormente la duttilità della birra in termini di possibilità di ricerca di profumi e sapori che possano accompagnare i diversi stili di cucina. La birra viene abbinata a formaggi e salumi ma anche a piatti elaborati come il foie gras o alla cucina vegetariana. Non c’è un pairing specifico che emerge sugli altri ma un mix. La stessa pizza, che oggi viene elaborata in versioni ricche di sapori e ingredienti, né è un esempio che supera lo stereotipo di “Margherita e birra bionda”. Stesso ragionamento vale per l’aperitivo, momento in cui la birra, con un tenore alcolico più contenuto, consente di accompagnare la bevuta con piatti o stuzzicherie leggere", conclude Musso.
-> Prosegui per gli altri protagonisti del mercato italiano: Krombacher.