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Birra, i produttori rilanciano: dall’analcolico alle birre premium
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Warsteiner porta la versione analcolica anche in fusto.
Con un fatturato 2024 intorno ai 40 milioni di euro (di cui il 70% nel canale Horeca), in linea con l’anno precedente, Warsteiner Italia è riuscita a registrare anche un aumento di volume nonostante un anno difficile per i consumi. L’occasione giusta per innovare. La novità, in vetrina a Rimini, è la birra analcolica, non solo in bottiglia ma ora anche in fusto: "Sul mercato italiano siamo in pochi a proporre questo formato. Principalmente perché il processo è complesso e costoso: si parte dalla nostra Pilsner che viene successivamente dealcolata per evaporazione sottovuoto. Il risultato, alla spina, ha la stessa consistenza, schiuma, gusto, aromi e corpo che può essere scambiata per una birra normale. Di fatto entriamo nel mercato dei soft drink con una esperienza alla spina», rivela Silvia Serpelloni, brand manager Italia. Oltre a questa referenza non vanno dimenticate le etichette di Rye River (4 IPA in fusto e bottiglia), birreria artigianale irlandese di cui Warsteiner possiede una quota di minoranza*, lanciate nel 2024 e che perseguono una strategia di ampliamento del portfolio per acquisizioni di realtà caratterizzate da expertise artigianale, valori tradizionali e passione. Sul mercato, tuttavia, permane forte il tema prezzo: "In questi anni il fuoricasa ha vissuto forti rincari. Dal Covid in poi, per effetto di diverse congiunture sfavorevoli, i listini sono sempre cresciuti e anche il consumatore se ne è accorto tanto da modificare le sue abitudini d’acquisto. Tuttavia, il canale rimane resiliente e, soprattutto in Italia, è difficile che si rinunci a un’uscita; piuttosto si riducono", sottolinea Serpelloni.
Ecco allora che Warsteiner non smette di investire e guarda al fenomeno delle catene: "È un segmento che stiamo monitorando con interesse. Il nostro approccio è sempre quello di guardare ai nuovi format e proporci come partner non solo nella fornitura del prodotto. Attraverso i grossisti, infatti, forniamo anche corsi di formazione sia per la spillatura sia per la manutenzione dell’impianto". Il rischio, infatti, è che la birra sia data per scontata e quindi ne risenta la qualità proprio in un momento in cui è questa caratteristica a fare la differenza. Soprattutto quando si parla di abbinamento con il cibo: "In azienda sono oltre 20 anni che puntiamo sul beer pairing. Abbiamo quindi maturato un’esperienza solida arrivando a proporre la birra anche come vero e proprio ingrediente in cucina. Inoltre, abbiamo un nostro concept bar interno che funziona come laboratorio e area tasting in cui approfondire il legame fra birra e cibo. Non solo per pranzo e cena, ma soprattutto nel momento dell’aperitivo in cui la birra, con il suo naturale basso grado alcolico permette un sorso più leggero e un ventaglio più ampio di accostamenti con il finger food", conclude Serpelloni.
*ERRATA CORRIGE: Nell'articolo originale, apparso su RMM 1/2025, abbiamo erroneamente scritto che Warsteiner possiede una quota di maggioranza di Rye River. Non è così: Warsteiner possiede una quota di minoranza del birrificio irlandese. Ci scusiamo con l'azienda e i lettori per l'inesattezza.
-> Prosegui per gli altri protagonisti del mercato italiano: Swinkels Family Brewers.