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A Natale e nel 2024 nel mercato food retail italiano la cucina italiana si conferma una sicurezza
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Festività 2023, quali sono i driver del sold out nel fuoricasa?

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A leggere la cronaca della settimana che anticipava la vigilia, il settore della ristorazione è andato incontro al sold out in diverse regioni per Natale. Aiutato da un’inflazione che ha allentato la stretta (+4,2% a novembre secondo i dati elaborati da Fipe), il fuoricasa prova a capitalizzare la ripresa 2023. Dopo un secondo trimestre chiuso a +13,8% di fatturato sullo stesso periodo del 2022, Natale e Capodanno dovrebbero spingere il settore oltre i 50 miliardi di euro (dati Circana per Sigep).

Dolce protagonista food retail non solo a Natale.

Si tratterebbe dell'ennesima conferma del food nel panorama del commercio al dettaglio italiano. Catene di ristorazione comprese, che proprio in questi di fine anno stanno portando a termine i propri progetti di sviluppo. Di sicuro, a trainare le spese del periodo nel fuoricasa è il bakery dolce. Un settore che si incontrerà a Sigep 2024 (20-24 gennaio a Rimini), ma nel frattempo è l’epicentro delle feste. Ad oggi, i prodotti serviti in questa categoria merceologica sono 3,3 miliardi, in progresso sul pre-Covid, tanto che nel 25,3% delle visite fuoricasa compare un prodotto di bakery dolce. Il re, rimane il panettone (sempre di più prodotto da eCommerce). Ma torrone e piccola pasticceria si fanno spazio come alternative.

Cucina italiana, una sicurezza per il 2024.

Gettonati saranno sicuramente i locali di cucina italiana. La tradizione, d’altronde, è una sicurezza: su 2.500 nuove aperture nei primi sei mesi dell’anno, secondo i dati TheFork, il 55% offre un menu tricolore (come Dispensa Emilia). Stabile la pizza al 15%. In generale, sono i locali nella fascia di prezzo 15-30 euro quelli che performano meglio.

Supermercati sempre più ibridi. 

Da considerare, infine, i supermercati. L’àncora alimentare per antonomasia durante le feste si prepara ad accogliere i clienti con un numero crescente di piatti pronti, ricettazioni take away e soluzioni gastronomiche che ibridano le insegne Gdo con la ristorazione, come nei casi di Iper la grande i. Un fenomeno guidato sia dalla necessità di differenziare il business nelle grandi superfici sia di rispondere ai costi di approvvigionamento con una filiera sempre più intrigata. Dallo scaffale al piatto del ristorante o nella confezione da portarsi a casa.

di Nicola Grolla

L'articolo è tratto da RMM 4 (inverno 2023), disponibile a questo link: https://ristorazionemoderna.it/magazine/ristorazione-moderna-magazine-4-inverno-2023.html

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